NORME PER LA CORRETTA PRONUNCIA DEI NOMI THAI

Per dare alle parole thai la più corretta pronuncia possibile, ho abbandonato completamente la grafia o romanizzazione abituale inglese, francese o di altre lingue europee, scrivendo le parole thai come le pronunciamo in italiano, sicuro che ciò renderà più facile la lettura ed eviterà tante dannose storture delle parole stesse. Non si meravigli dunque il lettore se troverà, in questo testo, tali parole thai scritte diversamente da quelle che è solito vedere nei giornali e riviste (che le prendono alla lettera da fonti americane, inglesi e francesi) o in altri testi specialmente geografici, i quali seguono pedissequamente la grafia straniera, facendoci un brutto servizio perché si è tentati di leggerle all’italiana mentre invece vanno lette secondo la pronuncia inglese o francese, che non tutti conoscono, creando così una grande confusione, e facendoci adottare dei termini che in definitiva nessuno capisce, né gli Inglesi, né i Francesi e tanto meno i Thai o gli Orientali. Prendiamo l’esempio classico dell’antico nome della stessa Tailandia, il Siam. Noi diciamo appunto Sìam con l’accento sulla ì. Ma la sua vera pronuncia è Saiàm come dicono i Thai e che gli Inglesi hanno mutato in Sàiam scrivendo però Syam, da cui i Francesi hanno dedotto Siàm e gli Italiani Sìam mutando la y in i, senza tener conto però che queste due vocali in inglese hanno anche il suono del nostro dittongo ai. E così abbiamo un nome che non capisce nessuno all’infuori di noi Italiani. Altro esempio ancora più paradossale è quello del nome dell’isola indiana Ceylon che noi pronunciamo tale e quale è scritta; naturalmente per non farci intendere da nessuno. Gli Inglesi infatti pronunciano Sìlan e i Francesi Silàn: si avvicinano alquanto alla pronuncia originale indiana di Silàngkha o Sìlang. Ma il più recente di questi incomprensibili e inspiegabili svarioni, adottato, con tutta tranquillità, dalla nostra lingua, è quello del fiume Kuài (sic) reso noto in tutto il mondo dal celebre film «Il ponte sul fiume Kwai». In Tailandia non esiste nessun fiume Kuài e nessun Thailandese saprà mai indicare la strada al turista italiano in cerca di quel luogo divenuto così tristemente celebre, per i noti fatti della Seconda Guerra Mondiale, e ora méta di continue visite. Infatti quel fiume si chiama Khuè. Perché dunque noi Italiani diciamo Kuài? Perché l’abbiamo tolto pedissequamente e direttamente o dal romanzo francese «Le pont sur la rivière Kwai (sic)» o dal film che ne ha ripetuto la grafia senza preoccuparsi di darcene la corretta pronuncia francese che infatti è Kuè; perché il dittongo ai per i Francesi suona è. Da notare però che alla k bisogna aggiungere l’h (quindi si scriva e si pronunci khuè), comunque scrivano i Francesi o gli Inglesi, E si potrebbe continuare di questo passo per un bel po’. Ma il lettore attento potrà rilevare da solo tali anomalie e differenze dal confronto tra i due elenchi di nomi che sono riportati in appendice. Ritornando alle nostre norme di pronuncia premettiamo che abbiamo dovuto ricorrere anche all’uso di lettere e dittonghi stranieri, dato che il nostro alfabeto non è sufficiente a rendere tutti i suoni della lingua thai (basti dire che questa ha 74 lettere, tra consonanti e vocali). Ed è particolarmente di questi gruppi o lettere che ci occupiamo qui, dando loro la corretta pronuncia o interpretazione. Sono ridotti al minimo indispensabile appunto perché il lettore li possa apprendere facilmente e velocemente prima di iniziare la lettura del testo. Essi sono:

H - l’h è sempre aspirata come in: hà, Hùa Hìn, ma-hà, ra-hù, ecc.

J - uSiamo la j lunga quando vi sono due ii, per meglio distinguerne il doppio suono, come in: Jì, Jìng, ecc.

K - viene usata in sostituzione della nostra c dura, ch e q.

Kh - ha un suono diverso dalla precedente perché la k è aspirata. Questa differenza ha un’importanza vitale nella lingua thai. Le parole infatti cambiano significato se scritte con la k semplice o con la kh aspirata. La loro pronuncia non è difficile perché: la prima si ottiene con un colpo di fiato in gola (gutturale), mentre la seconda si ottiene spingendo il fiato contro il palato (gutturale-palatale).

C - la c semplice la uSiamo per indicare il suono aspro (di chi starnutisce) con le vocali e i come nelle parole: céra, cìngolo.

Ci - la c con la i la uSiamo per indicare lo stesso suono della c semplice, ma con le vocali a, o, u, eu, ü davanti alle quali non diventa dura come in casa, cosa, cuna ecc., ma resta molle come se fosse cia, cio, ciu, cieu, ciü; la i comunque non si dovrebbe far sentire perché serve solo a ricordare questo suono come nella parola ciasa dei nostri Friulani. Es.: ciàng, cion, ciut, cieu, ciü. Allorché la i dovesse essere pronunciata viene accentata. Es.: Cìeng Mài, Cìeng Rài, cìat, vicìen ecc. Ç - la ç col puntino sotto la uSiamo per indicare il suono dolce e quasi moscio che fanno sentire i bambini quando dicono, cìài-ciai, ciào-ciào. Es.: ciài, cià, ciùt, ciòn ecc.

Ng - questo gruppo ha un suono tutto particolare ed assai difficile da spiegare e far apprendere con norme teoriche. Solo la viva voce può darcene la corretta pronuncia. Tuttavia tentiamo di spiegarci ponendo il suo suono tra il nostro gn di gnocco e ng di inghippo, ma spiccatamente nasale (come quello che emettono coloro che hanno il labbro leporino). Quindi la parola ngu non si pronuncia gnu (con la gn dolce) né ngu (con la g dura) ma con una n gutturale-nasale molto spiccata. Es.: ngu, ngiep, ngan, ngeun, ngài ecc.

Ph - la ph ha suono di p aspirata e non già di f come in latino o in altre lingue straniere; diverso comunque da quello della p semplice e lo si emette soffiando leggermente tra le labbra. Es. pho, pha, phu, phi, pheung, phung, ecc.

Th - anche la th ha suono di t aspirata, diverso dalla t semplice. E per quanto riguarda la loro differenza vale quanto già detto a proposito della kh aspirata e della k semplice, cioè che le parole cambiano significato. Es.: tai = morire, thai = thailandese-libero; pa = foresta, pha = stoffa; ecc.

Eu - il dittongo eu ha il suono caratteristico francese di peu = poco, simile al nostro lombardo di feu = fuoco. Es.: keun = troppo, cieun = invitare, deun = camminare, ecc.

Ü - la ü con i due puntini sopra ha il suono tipico della u francese come in mur = muro o della ü tedesco di führer, simile al suono lombardo di nü = noi. Es.: düm = bere, tün = svegliarsi, pün = fucile, ecc. — - uSiamo talvolta il trattino (-) per separare le sillabe di alcuni nomi thai per evitare confusione. Infatti noi saremmo tentati di pronunciare la parola Phangua dividendola nel modo seguente: Phan/gùa, mentre invece la sua corretta pronuncia e divisione in sillabe è Pha-ngùa (col caratteristico suono gutturale-nasale di ng) o anche Phang-ùa ma mai Phan-gùa. Così dicasi di: Tuangu (Tua-ngu), Benghek (Beng-hek), Bangiang (Bang-iàng), Ciengrài (Cìeng-rài), Thongu (Thong-u), Fangum (Fa-ngum), ecc. ò è ó è - gli accenti grave e acuto li uSiamo, come in italiano (pòllice, pèlle, Róma, régno) per indicare rispettivamente i suoni larghi o stretti delle vocali, o ed e. Es.: pòt = polmoni, pèt = otto, pók = copertina di libro, pét = anitra. Altre peculiarità. E’ da notare inoltre che, a riguardo degli accenti, alcune parole thai non hanno alcun accento tonico particolare e debbono quindi essere lette con voce uguale per tutte le loro sillabe, senza alcuna inflessione. Es.: Bang-kok, Ban-don, Khlong-thom, Bang-bo, Bang-pong, lun-nan, Ta-li-fu. Fu-nan, ecc. Anche questa è una peculiarità propria della lingua thai e a noi sconosciuta, per cui riuscirà un po’ difficile, all’inizio, la corretta pronuncia, ma con un po’ di esercizio non si tarderà a farne un corretto uso. Altre parole invece hanno due o più accenti o inflessioni come per es.: Aiùtthaià, Krung-thép-mahà nakhòn; ma queste non presentano particolari difficoltà. Per chiarezza e semplicità è stato assolutamente necessario trascurare in blocco la distinzione fra le vocali brevi e lunghe coi rispettivi segni ( ? ) ( — ) e soprattutto l’indicazione dei famosi 5 toni della lingua thai: alto o acuto ( ^ ), discendente (? ) , retto ( — ), basso ( v ), ascendente ( / ) che danno alle medesime parole significati ben diversi. Tutti questi segni infatti avrebbero complicato talmente la grafia da mettere a dura prova la pazienza del lettore più volonteroso e ottenere quindi l’effetto contrario e decisamente negativo di confondere anziché chiarire la pronuncia stessa. Penso che i soli accenti tonici nostrani e i pochi segni e lettere stranieri adottati, siano sufficienti a dare al lettore una pronuncia molto vicina al moderno thailandese, anche se non perfetta in tutte le sue difficili e innumerevoli inflessioni. Ho creduto infine opportuno riportare, in appendice, un duplice elenco dei nomi thai più ricorrenti nel testo, nella grafia italiana da me adottata e nella grafia straniera o romanizzazione comunemente usata dagli Inglesi, dai Francesi e dagli stessi Thai, per dare al lettore un punto di riferimento e di confronto per altri testi o scritti che gli capitassero tra mano, come giornali, riviste, testi geografici, opuscoli turistici e altre pubblicazioni sia straniere che nostrane. __________________________________________________________________________________________ Torna alla Home di Info Thai Krabiemerald.net

 

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